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Il servizio militare in Russia, fra violenze e
schiavitù
Le condizioni della leva nella Federazione Russa
sono durissime: due anni di soprusi e umiliazioni portano a un
atteggiamento violento che – secondo le Madri dei Soldati – i
ragazzi poi si portano a casa …
Le Madri dei Soldati: un'organizzazione di San
Pietroburgo
In una società maschilista, come quella russa,
che tende a considerare sciocche debolezze qualsiasi lamentela sulle
condizioni dei soldati, sono state la madri a mobilitarsi per
salvare la vita dei propri figli.
Le Madri dei Soldati di San Pietroburgo sono
un’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani
dei coscritti, delle reclute e dei loro parenti. Fondata nel 1991 ha
subito ricevuto un’enorme numero di denunce e testimonianze sulle
violazioni dei diritti umani nel corso del reclutamento e del
servizio militare di leva. Le condizioni di vita
nell’esercito russo sono pessime e in continuo peggioramento.
Nonnismo, torture, violenze spesso mortali, scarsità di cibo e di
ogni tipo di rifornimenti (dalle armi al cibo) … la vita dei
coscritti è un’inferno. Questa crisi non è dovuta tanto ai problemi
finanziari dello stato o alla decadenza del prestigio delle forze
armate, ma soprattutto nella corruzione, nell’arbitrio e
nell’impunità dovuta a una legislazione che non cerca di prevenire
simili crimini. “ La crescente criminalità all’interno delle
strutture militari russe – si legge nel rapposto delle Madri
alla Commissione per i Diritti Umani – mette in pericolo l’interà
società russa. Invece che affrontare questo problema, le autorità
chiudono gli occhi o esprimono approvazione. Questa impunità mostra
la debolezza dello stato di diritto in Russia.” Le
denunce delle Madri dei Soldati possono essere lette in inglese
a http://www.wri-irg.org/news/2001/smsp.htmAnche
l' Associazione Radicale
Antimitarista (del Partito Radicale) ha condotto in Russia una
campagna per l'abolizione della Leva in Russia: "Per un Terzo
Millenio senza Schiavitù".
Dal nonnismo alla schiavitù vera e propria
Denunciano le Madri: "per trasformare l’esercito
in una macchina spietata, i generali e i comandanti devono
trasformare le reclute in schiavi silenziosi ..." Schiavi preziosi
da vendere come forza lavoro a basso presso.
La parola russa per “nonnismo” è
curiosamente uguale a quella italiana: “Dedovshina”, dove
dey significa nonno. Il nonnismo russo però deriva
direttamente dalle violenze dei Gulag siberiani dell’epoca
sovietica.
Le violenze cui sono sottoposti i giovani soldati
non appena arrivati sono simili a quelle che si possono trovare in
altre situazioni simili di coscrizione: pulire i cessi con i propri
spazzolini da denti, servire i soldati “nonni” in piccoli compiti,
come fare il thè o pulire le scarpe. Se non si comportano
correttamente vengono picchiati e puniti in vari modi. La violenza
fisica diviene progressivmamente più violenta e provoca talvolta
vittime.
Nel secondo anno di leva le vittime diventano
carnefici, acquisendo la status di “nonni”. Scrivono le
Madri: “Questo sistema di caste è diffuso in tutto l’esercito
e avrebbe lo scopo di 'preservare l’ordine' nelle caserme. Crea
comportamenti criminali che non si fermano quiando i ragazzi tornano
a casa; quando il coscritto viene rilasciato dall’esercito porta la
violenza a casa propria e nella società”.
Anche gli
ufficiali sono sempre più coinvolti in queste torture e ciò rende
praticamente impossibile qualsiasi forma di denuncia da parte delle
vittime. D’altronde nei rari casi che raggiungono i tribunali, sono
le vittime ad essere punite, non i responsabili delle
violenze. Senza alcuna possibilità di ottenere giustizia, le
vittime degli abusi si abituano all’idea di doverli subire e quindi
diventano prive di reazioni.
La violenza diventa così
l’unico modo di risolvere i problemi, e attraverso la leva di massa
questo modo di pensare si diffonde in tutta la società.
Le
Madri denunciano una precisa volontà politica in questo
progetto: “Per trasformare l’esercito in una macchina spietata
che ‘pacifichi’ qualsiasi regione delle Federazione Russa
considerata ‘ribelle’, i generali e i comandanti devono trasformare
le reclute in schiavi silenziosi.” Questi schiavi sono
preziosi anche come forza lavoro a basso presso, da utilizzare in
fabbriche e centrali nucleari.
Qualche esempio. Maxim
Furchak, unità 03213 Gorskaya, fu mandato alavorare per lo
sport-club "Komarovo" con altri quattro soldati. Il loro compito era
abbattere un edificio pericolante. Georgij ha fornito documenti alle
madri che dimostrano come il comandante della sua unità, la 25756 di
stanza a Pushkin, usasse i soldati per i lavori agricoli e
ricevvesse in cambio soldi dai proprietari dei terreni, mentre i
soldati non venivano pagati. Scrive la madre di Denis Chinakayev
(M/U 29483, Vladikavkaz): “Per parecchio tempo dopo che mio
figlio era stato coscritto nell’esercito, non ho saputo dove fosse
stato mandato. Mi davano informazioni false. Quando riuscii a sapere
dov’era, andai a trovarlo. Quello che vidi è difficile da
descrivere. Mio figlio aveva perso 16 chili in quei due mesi e
mezzo. Sembrava un alienato. A casa mangiava sempre e non era mai
pieno. Le sue gambe erano coperte di ulcere putrscenti … i soldati
dormivano su materassi sudici senza lenzuoli, né cuscini ed erano
pieni di pulci da letto. Volevano vendere mio figlio all’esterno,
per farlo lavorare altrove, ma si era rifiutato due volte e per
questo era stato picchiato duramente. Gli abitanti della zona
entravano nelle caserme liberamente e sceglievano i soldati che
volevano. L’ho visto con i miei occhi”.
La Cecenia è la nuova ''Siberia''
Le Madri dei Soldati si sono occupate in special
modo di quello che accade ai soldati in Cecenia.
Un altro modo per far soldi
approfittando della subordinazione intriseca nella coscrizione è
quello di commerciare le persone, soprattutto in Cecenia. “Nel
1998, ad esempio, gli ufficiali in Inguscezia mandavano le reclute
disarmate a compiere missioni quali procurarsi sigarette o cibo in
zone dove sapevano che c’erano forti possibilità fossero rapiti, per
essere poi rivenduti o riscattati dalle famiglie. Per questo
ricevavano circa 200 dollori. Sergey Leontyev è una recluta che è
stata rapita in questo modo”.
Le Madri dei Soldati si
sono occupate in special modo di quello che accade sui campi di
battaglia in Cecenia, dove hanno denunciato l’uso di pozzi come
prigioni per i soldati “disobbedienti”. Testimonianza del soldato
Yuri Koryagin, Unità 2122: “Yuri è stato coscritto l’11 novembre
del 1998 e dal marzo del 2000 è stato inviato a sorvegliare ilc
onfine ceceno con la Georgia. Un giorno commissie il grave reato di
non salutare un suo superiore e per questo fu condannato a 20 giorni
di pozzo: una specie di fossa dove Yuri e altri 20 soldati dovevano
vivere, dormire sul nudo suolo, senza coperte, né vestiti caldi e
ricevendo raramente del cibo. Yuri ne uscì con malattie
croniche”.
Secondo Yuri la minima infrazione veniva
punita in modo brutale affinché i soldati si sentissero come schiavi
di fronte ai graduati. Un altro soldato, Alexei K., Unità 44822, ha
raccontato la sua espirienza nel pozzo, dal quale è uscito con una
grave bronchite e febbre alta durata per giorni.
Condizioni igieniche sanitarie
Non solo le pulci e ipidocchi sono normali,
anche la malnutrizione e i suicidi ...
Le condizioni igieniche e sanitarie
dell’esercito russo sono terribili. I soldati non ricevono vestiti e
divise pulite, ma semplicemente quelli di un altro coscritto che ha
appena finito il suo periodo di leva, e non è detto che siano delle
tua taglia, neanche gli stivali. Ai coscritti non viene mai dato
tempo per lavare sé stessi, né i vestiti. Spesso vengono fatti
dormire nei vestiti luridi e con i giubbotti antiproiettile. Le
pulci e i pidocchi sono normali nelle caserme.
Anche il cibo,
quando c’è, è di scarsa qualità, spesso marcio e pericoloso per la
salute, oltre che privo di sufficienti elementi nutritivi. Frutta e
vegetali sono rarissimi e il pasto si riduce quasi sempre a zuppe e
pappette di cavolo. In breve tempo il cibo diventa un'ossessione per
questi giovani ragazzi malnutriti: “Ogni notte sogno una
stanza piena di piccole torte fatte da te, cara mamma, con carne e
patate, involtini con maionese, deliziose polpettine con la pasta.
Ma quando apro gli occhi sento la puzza del cavolo secco. Mangialo,
e diventi un agnellino, non mangiarlo, e muori di fame. Servire
sotto la frusta, come schiavi, fa male al cuore. Qui chiunque ci
sputa addosso. Perfino i dottori qui sono dei Moliere o dei
Raskalnikov. Ecco il mio stupido servizio, un inferno. … C’è una
terribile mancanza di vitamine mamma. Mandami una paio di mele e mi
farai veramente, veramente contento”.
Il livello di
suicidi e tentatiti suicidi nell’esercito russo è altissimo. Molti
soldati muoiono di malattie che avrebbero potuto essere curate,
altri per i risultati delle torture. Molti “scompaiono”: partono per
la leva e non se ne sa più niente. Soltanto le madri li cercano
ancora.
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